disegnataperbene

pensieri di marzapane
sabato, 07 febbraio 2009


"Fin che è vivo un vostro nonno, provate a sibilargli "T'amo, o pio bove", mentre si sta assopendo sulla poltrona presso il caminetto, la papalina in capo, le mitaines sulle mani tutte vene e liver spots, il plaid sulle ginocchia. Vedrete il vegliardo riscuotersi, lo udrete balbettare "e mite un sentimento" con quel che segue proprio come un robot che riceve l'input, come una macchinetta dove avete schiacciato il bottone giusto"

Giampaolo Dossena

No, il necrologio no, non ce la faccio. Muoiono come le mosche e noi restiamo senza padri, zii, cugini, fratelli, in questa valle di m**da.

dossena
postato da regi alle ore 14:20 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


domenica, 11 gennaio 2009

Il giudice

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura,
ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente,
o la curiosità di una ragazza irriverente,
che li avvicina solo per un suo dubbio impertinente:
vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù la più indecente.

Passano gli anni i mesi, e se li conti anche i minuti.
È triste trovarsi adulti senza essere cresciuti,
la maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo,
fino a dire che un nano è una carogna di sicuro,
perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo.

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
che preparai gli esami, diventai procuratore,
per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale
porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale:
giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male.

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
a chi alla sbarra in piedi mi diceva "Vostro Onore"
e di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio,
prima di genuflettermi nell'ora dell'addio,
non conoscendo affatto la statura di Dio.

(F. De André)

Non vi ricorda qualcuno?
postato da regi alle ore 17:53 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria:


venerdì, 24 ottobre 2008

Li soprani der monno vecchio

C’era una volta un Re cche ddar palazzo
mannò ffora a li popoli st’editto:
- Io so’ io, e vvoi nun zete un cazzo,
sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto.

Io fo ddritto lo storto e storto er dritto:
pozzo vénneve a ttutti a un tant’er mazzo:
Io, si vve fo impiccà, nun ve strapazzo,
ché la vita e la robba Io ve l’affitto.

Chi abbita a sto monno senza er titolo
o dde Papa, o dde Re, o dd’Imperatore,
quello nun pò avé mmai vosce in capitolo -.

Co st’editto annò er boja pe ccuriero,
interroganno tutti in zur tenore;
e, arisposero tutti: E’ vvero, è vvero
.

(Giuseppe Gioacchino Belli)

Chi vi ricorda?

postato da regi alle ore 15:58 | Permalink | commenti (3) / commenti (3) (pop-up)
categoria:


giovedì, 23 ottobre 2008

L'ipotesi di Calamandrei.
"Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi,come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico.
"

Piero Calamandrei
Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l’11 febbraio 1950

(Ho ripreso il post di Grillo, ma il testo gira in rete da un po')

postato da regi alle ore 09:38 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


venerdì, 03 ottobre 2008

C'è chi insegna
guidando gli altri come cavalli
passo per passo:
forse c'è chi si sente soddisfatto
così guidato.

C'è chi insegna lodando
quanto trova di buono e divertendo:
c'è pure chi si sente soddisfatto
essendo incoraggiato.

C'è pure chi educa, senza nascondere
l'assurdo ch'è nel mondo, aperto ad ogni
sviluppo ma cercando
d'essere franco all'altro come a sé,
sognando gli altri come ora non sono:
ciascuno cresce solo se sognato

Danilo Dolci

postato da regi alle ore 17:17 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


giovedì, 18 settembre 2008

postato da regi alle ore 13:04 | Permalink | commenti (5) / commenti (5) (pop-up)
categoria:


lunedì, 25 agosto 2008

Quando i cinesi fanno oh!

E' finita se Dio vuole la maratona olimpica con la maratona olimpica. Con una cerimonia di chiusura che più pacchiana non si può, dove nulla è stato risparmiato: enormi lanterne rosse travestite da tamburi o forse enormi tamburi travestiti da lanterne rosse, ciclisti fluorescenti e ragazze tintinnanti, i soliti pedalatori volanti appesi ai fili a pedalare contro il nulla, nastri giganti, torri giganti, bambini giganti, tutto il gigantismo di un paese gigante di suo, e, appena si è conclusa la parte ufficiale, via alla festa strapaesana dove il kitsch è un dovere morale e le popstar cinesi vestono così fluo da danneggiarti la retina dopo pochi secondi. Per amore di verità bisogna dire che Londra non ci ha fatto comunque una bella figura, e non per povertà di mezzi, ma di fantasia. Non si poteva trovare di meglio del torpedone a due piani rosso fiammante e degli ombrelli (fluo pure quelli)? E poi come si fa a mandare in giro liberamente il sindaco senza un assistente, chessò un badante che gli impedisse almeno di sembrare in crisi etilica sotto lo sguardo severo del sindaco di Pechino, inguainato nel suo doppiopetto di cemento armato, senza un capello fuori posto e con la consueta grazia di un martello pneumatico? Bene, tornino a casa gli atleti, gli accompagnatori, le medaglie, i volontari, le graziose ragazze cinesi che hanno ballato fino a entrare in trance, i bagarini scornati, tornino a casa Zoro, Gianni Mura, la Audisio, la Rai e compagnia cantando. Noi ne avevamo già le balle piene, e quattro anni ci sembran pochi. 

 

 

postato da regi alle ore 09:41 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


giovedì, 14 agosto 2008

Spero che nessuno prenda alla lettera nei miei riguardi il primo verso della Merini.
postato da regi alle ore 12:06 | Permalink | commenti (1) / commenti (1) (pop-up)
categoria:


lunedì, 11 agosto 2008

"Io non ho bisogno di denaro.
Ho bisogno di sentimenti,
di parole, parole scelte sapientemente,
di fiori detti pensieri,
di rose dette presenze,
di sogni che abitino gli alberi,
di canzoni che facciano danzare le statue,
di stelle che mormorino all'orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia, questa magia
che brucia la pesantezza delle parole,
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi."

Alda Merini
postato da regi alle ore 23:30 | Permalink | commenti / commenti (pop-up)
categoria:


mercoledì, 16 luglio 2008

C'è una canzone triste nel mio cuore

 

Sarà che sono stanca stanca stanca

Sarà che studio e basta

Sarà che ogni estate porta il suo carico di ansie e confusione

Sarà che sono ormai molte le persone che mancano e mi mancano

Sarà che una persona della mia famiglia mi ha dato un dolore

Sarà per questo che nel mio cuore e nella mia testa c'è una compilation di canzoni tristi.

 

P.s. se volete aggiungere dei sarà al mio indirizzo, fate che siano benevoli, o rimandate a tempi migliori. E intanto buona estate.

postato da regi alle ore 12:30 | Permalink | commenti (4) / commenti (4) (pop-up)
categoria: