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sabato, 29 ottobre 2005
Tra le mie più apprezzate conoscenze annovero il bidello Enrico. Non è particolarmente giovane, non è particolarmente bello, non è famoso e guadagna l'equivalente di un sussidio di disoccupazione, ma è una delle persone migliori che conosco. Ha lavorato una vita a scuola con i piccolini, quelli che bisogna accompagnare in bagno perchè non sanno fare da soli, e si ricorda i nomi degli alunni di quindici anni fa, vuole sapere come stanno, che fanno, vuole vedere quanto sono cresciuti. Si è ammalato, il bidello Enrico, e silenziosamente, tranquillamente, ha cominciato la lotta contro la malattia che lo ha portato fuori dalla scuola, a fare l'usciere, in mezzo a un mare di gente e a colleghi non sempre urbani. Ha sempre una parola di umana civiltà il bidello Enrico, vive in un quartiere dormitorio, ma conosce tutti e tutti lo conoscono. Raccoglie fondi, derrate alimentari per i senza tetto, si occupa del centro anziani, del comitato di quartiere. E' lui, e sono quelli come lui, a tessere ogni giorno una sottile, resistente, invisibile rete sotto i nostri passi incerti.
giovedì, 27 ottobre 2005
Ci avete fatto caso? Quando, dopo avere considerato il lungo sfruttamento delle tue capacità lavorative, dopo avere ipotizzato il reato di mobbing nei tuoi confronti, finalmente ti decidi a guardarti intorno per provare a cambiare aria, improvvisamente diventi necessaria, insostituibile, anzi destinata a un futuro lavorativo luminoso, con cambio di mansioni e chissà quali benefici economici. Sarò anche Biancaneve, ma non ci casco.
martedì, 25 ottobre 2005
L'altroieri sera ho: dimenticato davanti al citofono il nome da pigiare e fatto la mia entrata al seguito di ignara invitata, dietro ancora più ignaro padrone di casa, bevuto più di quanto abbia mangiato, raccontato di quando in palestra un bilancere staccatosi dal supporto ha trasformato il mio naso per dieci giorni nella copia conforme di quello di Rossella Falck, pianto per la commozione durante la proiezione di un corto, dichiarato soavemente di essere una persona superficiale, recuperato un trapano elettrico, dato una lezione di economia alle nuove generazioni, conosciuto una brava attrice, nonchè tenera figlia, affermato che il suino è più consolatorio dei carboidrati, passato il resto della sera a cercare di ricordare dove ho già visto quella faccia, e tutto questo in meno di due ore.
sabato, 22 ottobre 2005
Ode ai gentilini
Quando entro in un supermercato e mi trovo di fronte pareti intere di biscotti di tutte le forme e varietà, confezioni che strillano: "comprami, comprami, sono il più sano, il più leggero, non ti faccio ingrassare, anzi ti faccio dimagrire, anzi ti abbasso il colesterolo ", provo sollievo e una sommessa gratitudine di fronte alla sobria, silenziosa, eternamente uguale a se stessa scatola dei gentilini. E anche se un pochino gli ingredienti si sono adeguati all'andazzo generale, leggere: farina, burro, miele, mi fa pensare che ci sia al mondo qualcuno che voglia fare le cose come si deve. Il bello è che il cosidetto mercato risponde; si vendono, eccome. Sono un classico, come un bel golf di lambswool, un paio di scarpe di cuoio grasso, un impermeabile di gabardine. Ora, posso anche fare a meno di queste cose, però il sapore dei gentilini la mattina, mi dice che, ancora una volta tutto è al suo posto.
venerdì, 21 ottobre 2005
Ho detto di amare i grandi vecchi. Folon non ha fatto in tempo a diventarlo. Non so perchè mi torna in mente Emilio Tadini, ma mi mancano tutti e due. Tanto
Overdose di televisione. Se sei a casa e stai male, hai voglia a leggere, questo è il tuo destino. Alla fine della fiera, quello che resta, nel panorama di sconsolante squallore delle sei reti governative, non è nemmeno il rigetto per le realtà più nauseanti dei vari reality, ma la consapevolezza che l'irresponsabilità regni sovrana nai più minuti aspetti televisivi. Anche una pubblicità banale e apparentemente innocua, come quella del papà che fa bungee jumping di nascosto dalla moglie-madre e scarica la colpa della maglietta sporca sul figlioletto ignaro, si rivela un capolavoro di diseducazione per piccoli e grandi. Continuo a considerare i pubblicitari una specie dannosa, nel migliore dei casi inutile, per la quale a volte avrei invocato la fucilazione alle spalle, per alto tradimento della decenza. Spero di uscire presto dalla gabbia e dedicarmi ad occupazioni meno autolesionistiche.
sabato, 15 ottobre 2005
Il corpo ne sa più di noi, e a volte decide che sia il caso di fermarsi. Noi lo prendiamo come un tradimento, il corpo ci ha tradito. In realtà siamo noi ad aver tradito lui. Il risultato, nel mio caso, è un male di stagione che mi tiene lontana dalla mia vita di sempre, e anche da qui. Mi sento debole, poco interessata a tutto , vorrei solo riposare, non pensare. Fuori c'è il sole che abbiamo invocato per mesi, l'ottobrata romana mi sbeffeggia, ma io non ho voglia nemmeno di avere voglia.
lunedì, 10 ottobre 2005
La causa di moltissimi sfilacciamenti di coppie storiche, nonchè, come sottoprodotto, della ricerca di pseudo trasgressione di cui la provincia italiana è roccaforte, è soltanto comune, umanissima, inconfessabile noia. Ci si arrovella a cercare cause, colpe, responsabilità, a schierarsi da una parte e dall'altra, ma nessuno, mai, che abbia avuto il coraggio di ammettere di esserne sommerso.
giovedì, 06 ottobre 2005
Anima semplice
Mi piace il colore del glicine, dormire a sazietà, l'odore della menta, il vino bianco e la birra rossa, la trasparenza della porcellana, una bella penna, la musica di Paolo Conte, il profumo del calicanto; mi piacciono le risate delle mie amiche, i grandi vecchi, gli uomini paterni, le schiene dritte.
mercoledì, 05 ottobre 2005
The party is over
Non c'è niente di più irritante di quel momento politico in cui si annunciano cambiamenti di scenario. Tutti quelli addentro alle segrete cose si danno un gran da fare a spianarsi la strada futura; maneggiano, si spostano, preparano con congruo anticipo il piattino che ci aspetta, sotto i nostri occhi ritardatari (o ritardati?). Tutto questo mentre il via non è ancora lontanamente dato. Nelle attuali circostanze questo dovrebbe rassicurarmi, ma io non mi sento rassicurata per niente. I topi stanno abbandonando una nave che continua a sparare bordate all'impazzata, facendo perdere altri pezzi a un paese in sfacelo, e nessuno, dico nessuno, compresi quelli deputati a farlo per ruolo istituzionale, o perchè noi li abbiamo eletti, che muova un sopracciglio. Citando Toti Scialoja a memoria: "ovunque il guardo io giro, vedo il tuo sonno, o ghiro".
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