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venerdì, 30 dicembre 2005
Non so quale guru della cultura italiana diceva di festeggiare solo il capodanno, perchè è l'unica festa comune a tutte le tribù umane. Tutti hanno il loro capodanno, quando e come gli pare. Tempo ciclico o tempo lineare? Non lo so, il primo mi sembra più affidabile, ma in realtà io penso al tempo onnicomprensivo, in cui tutti i momenti della mia vita, e delle altre, vengono conservati da qualche parte, e sono altrettanto reali e concreti di quello che sto vivendo ora. Il tempo come onda che anima quello che gli galleggia sopra in quel preciso istante. In giro ci devono essere le me stessa che sono state e quelle che saranno. E pensare che sono le due e non ho neanche bevuto. Comunque auguri per il nostro banale, ripetitivo, frettoloso giro di boa.
mercoledì, 28 dicembre 2005
Il vento ha girato a tramontana e sta squassando la ciambella di sempreverdi che circonda il Mausoleo di Augusto. Da qui non si vede il prossimo capolavoro di Meier, il nuovo hangar dell'Ara Pacis, così il mio stomaco per il momento è salvo. Passavo di qua mentre smontavano la teca del Morpurgo, e sulla gru se ne andavano a spasso nel cielo pezzi di architrave, interrompendo il corso dei miei pensieri e il mio passo frettoloso. La città si rinnova, chissà forse presto andrò a prendermi un caffè nella caffetteria di Meier, e riuscirò persino a trattenerlo.
martedì, 27 dicembre 2005
Mi piace il sonno dei bambini, mi piace quando si arrendono con le braccia alzate e i pugnetti chiusi, amo il respiro leggero quando si abbandonano sul petto della madre. Ho nostalgia della placida sicurezza che dà dormire con il proprio cucciolo al fianco. Forse, un giorno, chissà, i figli dei figli..
venerdì, 23 dicembre 2005
Buon solstizio d'inverno, buona festa della luce che torna, buon quello che volete. Se amate stare con la vostra famiglia, godetevela, sennò squagliatevela.
mercoledì, 21 dicembre 2005
Una mia amica mi chiede perchè nei miei post non compaiono mai quelle belle invettive che infiorano ogni tanto i miei discorsi, e che lei trova evidentemente stimolanti. La verità è che al momento di metterle per iscritto non trovo le energie per farlo, anche perchè mi sembra un esercizio sterile. Visto che tutto quello che può andare male nel mondo lo sta energicamente facendo, come direbbe Murphy, visto che non ho neanche più cuore di leggere il giornale, visto che la realtà non ha solo superato ogni fantasia, ma anche ogni incubo, io non ce la faccio a elevare le mie flebili proteste e a prendermela con questo e con quello. Lo fa già meglio di me Beppe Grillo; a proposito, vorrei Beppe Grillo a capo dei verdi, che diverrebbero istantaneamente il primo dei partiti italiani, e in culo a Pecoraro Scanio. Per cui leggetelo e istruitevi, se non lo avete già fatto. Per le invettive poi magari cambio idea, da brava femminuccia, ma non vorrei orianafallacizzarmi, orrore.
lunedì, 19 dicembre 2005
Un virus di passaggio mi ha consegnato per una settimana al letto, mentre ingaggiava un feroce corpo a corpo (sic) con ogni muscolo in mio possesso. Sono stati giorni istruttivi:
ho ripassato imprecando l'anatomia umana
ho riscoperto la possibilità che il tempo trascorra senza neanche appoggiare una matita sul foglio, senza che niente esista al di fuori dell'arena delle viscere
ho verificato le capacità divinatorie del mio medico di famiglia
ho solidarizzato coi miei globuli bianchi, che vengono fuori solo sulla distanza
ho somatizzato
ho riposato.
Nel mio passato una influenza all'anno era quanto mi concedeva il ritmo stakanovistico del lavoro. Il fatto che sia diventata malaticcia la dice lunga sul tempo che passa.
E pensare che io vorrei splendere.
venerdì, 16 dicembre 2005
I n t e r v a l l o
Immaginate le pecore sullo sfondo dell'agro romano.
venerdì, 09 dicembre 2005
Piove, piove in ogni dove
ma però che piove a fare
dentro i fiumi e dentro il mare?
così recita una filastrocca infantile, con accento enfatico sul mapperò. E in effetti piove forsennatamente da almeno due mesi, il fiume è alto come non lo ricordavo da una vita, e se nei rari momenti di tregua ci si siede al sole sulle scalinate che portano alle banchine, dietro le spalle un muro d'acqua mulina verso il mare, e i gradini finiscono direttamente nel fiume, con effetto surreale, amplificato dalle famiglie di anatre che nuotando nuotando si trovano il travertino sotto le zampe e un po' stordite zampettano a fior d'acqua. La metereopatia non aiuta l'umore, l'unico sollievo viene dalla tregua al fluire dei compratori compulsivi natalizi . Chissà, forse una fine settimana passata a dormire farà il miracolo.
mercoledì, 07 dicembre 2005
La parte della città che sento più familiare, più mia, è la zona rinascimentale del centro storico.Tutto quello che si trova intorno a corso Vittorio per l'intera lunghezza è già casa. Se penso al centro della città, il centro è quello: le più belle piazze, le strade più fascinose e segrete, dal ghetto al fiume, tutto mi è noto, tutto mi risuona. Mentre quando torno nella Roma della mia fanciullezza, la Roma sud iperpopolata e lontana, i luoghi sono a un tempo conosciuti ed estranei: abbiamo fatto percorsi diversi, e i cambiamenti che si sono stratificati mi sorprendono e disorientano, lasciando un retrogusto di sottile malinconia, nostalgia forse, che non avrei immaginato di poter provare. Nostalgia dei tempi, delle persone, della bambina che sono stata e che da qualche parte, ancora, sopravvive.
lunedì, 05 dicembre 2005
Diventerò la lavoratrice dipendente più fotografata del paese. Nel mio andirivieni casa-ufficio-casa il passaggio tra piazza di Spagna e via Condotti mi trasforma in parte delle Spanish Steps per giapponesi, australiani e chi più ne ha più ne metta. Nel frattempo, qui mi hanno accolta sorrisi e pasticcini . Vedremo il seguito per Biancaneve tra i sette, o più, creativi.
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