disegnataperbene

   pensieri di marzapane


martedì, 30 maggio 2006
 

Cose che avrei dovuto avere:

una Mini Minor verde col tettuccio bianco

un beagle femmina di nome Orsetta

una laurea in storia dell'arte

un altro figlio di nome Francesco

una casa sui Monti Azzurri

 

Cose che ho:

una station wagon vecchia di otto anni

tre gatti neri di metallo

duemila corsi di aggiornamento

due bei figli dai bei nomi romani

una roulotte spiaggiata sulle rive della Calabria

 

postato da regi | 10:13 | commenti (1)


venerdì, 26 maggio 2006
 

Rivedere le puntate de "la meglio gioventù" mi fa uno strano effetto. Io c'ero, ma non collego quello che vedo con quello che ho vissuto. Dovevo essere una ragazzina distratta, oppure ero così presa a fare la brava bambina, studiare, lavorare, da non riuscire a cogliere l'importanza di quello che accadeva intorno a me. Altri giovani, più avvertiti, più pronti, hanno messo a frutto un periodo drammatico, chi nel bene, chi nel male. C'è anche chi ci ha costruito su una carriera, ed erano i più ribelli, quelli di buona famiglia. Ma è passato tanto tempo, e le 124, le 127 che vedo passare nel film non riescono a sembrarmi vere, ma solo verosimili.

 

postato da regi | 13:31 | commenti (2)


lunedì, 22 maggio 2006
 

Non so perchè ogni volta che vado a vedere un film di Almodovar mi ritrovo a lacrimare come un vitello. Anche stavolta Volver ha colpito basso. Non so cosa smuova quest'uomo nelle frattaglie, ma il risultato sono pianti su pianti. Comunque non posso che consigliarne la visione, non fosse che per risentire la canzone di Gardel, cantata con insoliti accenti di verità da Penelope Cruz. In realtà il film è tutto da vedere, le sue donne sono tutte da vedere, tre generazioni di femmine che battagliano con la vita come possono, facendosi coraggio a vicenda, togliendosi di torno i loro disastrosi maschi.  Il risultato alla fine sprizza vitalità , gioia di vivere e coraggio di morire. Sarò troppo ambiziosa, ma amerei molto essere vista con gli occhi di Almodovar.

postato da regi | 13:16 | commenti (6)


martedì, 16 maggio 2006
 

Guardando Napolitano insediarsi al Quirinale mi sono trovata a pensare che, passata questa generazione di ultraottantenni, non avremo più modo di osservare persone dal tratto veramente signorile, inteso come buona educazione e finezza di modi e di pensiero. Mi rendo conto che è una osservazione alla Donna Letizia, ma non posso fare a meno di considerare  come lo spirito dei tempi si sia ormai impadronito perfino dei settantenni, non parliamo poi dei cinquantenni, tutti presi a fare i giovani fichetti. E' comunque acclarato che un confine ci divide da coloro che hanno fatto la guerra in condizioni di consapevolezza, avendo dai 15 ai 25 anni, dalla loro educazione, dalla loro forma mentale. Sono lacerti del passato, brontosauri, ma spesso mi sembrano più vivi di noi.

postato da regi | 09:45 | commenti (6)


mercoledì, 10 maggio 2006
 

A quanto pare va di moda attaccarsi ai citofoni. Dopo i sondaggi citofonici di Andrea Rivera dalla Dandini e il marketing citofonico di De Rienzo per il suo film, non vorrei che la moda prendesse piede, per cui  rispondendo al citofono potremmo sentirne di ogni. Nel caso, propongo di rispolverare la bella tradizione della secchiata d'acqua dal balcone. In caso di recidiva, consiglierei di acquistare una mazza da baseball.

 

postato da regi | 12:00 | commenti (8)


giovedì, 04 maggio 2006
 

Madame Travet

Non mi va nemmeno  di scrivere, non mi va di pensare a cose serie, vorrei occuparmi solo di stupidaggini, io sarei nata per gioielli e pellicce, intese come  lato frivolo della vita. Sarei stata un'ottima padrona di casa borghese,  di quelle che non debbono portare i soldi a casa perchè c'è già chi ci pensa, e in cambio forniscono ottimi pasti, camicie stirate dalla fantesca, fiori freschi e divani confortevoli, e vite che filano lisce tra figli a scuola, viaggi, cani, shopping selvaggio e ogni tanto, ma sì, un po' di cultura. Invece lavoro dal mese prima del diploma, casa mia è una devastazione, della fantesca neanche l'ombra, l'idraulico vuole una cifra impronunciabile e ogni estate che si annuncia mi propone il consueto gioco di incastri multipli che alla fine è più lavoro del lavoro. Evviva l'ottimismo, Gianni! Il profumo della vita oggi è la nafta dell'autobus fermo al capolinea sotto l'ufficio, col motore acceso.

postato da regi | 17:15 | commenti (7)