LATITANZA
s.f.
dir., condizione giuridica di chi è latitante; periodo di tempo che corrisponde alla durata di tale condizione: durante la latitanza
estens., clandestinità: darsi alla latitanza
fig., assenza, mancanza di iniziativa: la latitanza del governo.
Io me lo ricordo Carlo, quando non arrivava a trent'anni. Bello come il sole, occhi e capelli neri e l'aria sveglia di chi ne sa più di te. Allegro, gentile, di una educazione quasi demodé, formale ma intrisa di rispetto verso gli altri. Con le ragazze era galante Carlo, di una galanteria appena accennata, mai equivoca, accompagnata da un velato distacco. Era lì, ma era anche altrove. Non era superbia, non era alterigia, eppure Carlo era aristocratico. Era pieno di calore Carlo, parlare con lui era un piacere, perchè il contatto era vero, viva l'intelligenza, vivo l'intuito. Testardo, certo, caparbio e ostinato, niente e nessuno poteva smuoverlo dalle sue convinzioni. La sua pigrizia era orientale, eppure sapeva lavorare, eccome. Era imperioso Carlo, e crescendo gli era venuta un'arietta da satrapo, ma un satrapo bonario, che se la ride sotto i baffi. Era coraggioso Carlo, e la malattia l'ha affrontata con una dignità rara. Era qualcuno, Carlo, una persona che si faceva ricordare anche a distanza di tanto tempo. E ricordare lui, oggi, è ricordare quanto siamo stati giovani, e belli, e pieni di speranza.
A Carlo Sankey, che spero sarà cenere sotto l'ulivo.