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mercoledì, 16 gennaio 2008
The bucket list
Interrompo la catatonia di questo blog per un attimo. Nonostante non sappia bene che farò dopo, sento il bisogno di dire due parole. Stanotte una persona a me cara se n'è andata. E quindi la ringrazio come posso
per la leggerezza con cui ha attraversato una vita lunga e alla fine pesante
per le frenate brusche che facevano ribaltare i bambini non assicurati al seggiolino
per le sculacciate che mi ha promesso e non dato
per il suo stile da star del cinema italiano anni cinquanta
per l'eleganza innata e i maglioni impataccati
per i cappelli più improbabili e sempre presenti sulla testa
per la sua ironia e il distacco con cui guardava alle cose
per averci voluto bene
per i pranzi di capodanno sulla spiaggia, al sole
per avermi aperto la sua casa quando ero ancora una ragazzina
per essere stato il solo padre che ho avuto per vent'anni
per le telefonate in cui si annunciava con un fischio e poi canticchiava: è papà, è papà
per aver guidato fino a una età improponibile
per le andate al mare solo per prendere un caffè
per i giri a piedi e in autobus, solo per guardare la vita
per tutto questo e per molto altro , io la saluto e la ringrazio, Sor Giovanni, e le dò ancora del lei, come sempre.
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