disegnataperbene

   pensieri di marzapane


martedì, 29 aprile 2008
 

 

60.000 cretini.

Per come sono andate le cose direi che sessantamila dei miei concittadini hanno deciso di tagliarsi il pisello per fare dispetto alla moglie. Va bene, basta capirsi. Devo farmi una ragione del fatto che i miei concittadini, compaesani, connazionali, con-qualcosa (alla francese) amano essere governati da ex picchiatori e/o imbroglioni e/o pregiudicati e/o delinquenti in doppio petto e a un petto solo. Pazienza, si sopravvive a tutto o quasi. Mi sto solo chiedendo quando si comincerà a dare fuoco alle arnie. Così, per portarsi avanti con il lavoro.

 

postato da regi | 10:08 | commenti


martedì, 15 aprile 2008
 

Non so perchè ogni volta che mi viene in mente di scrivere due parole sono assalita da una leggera nausea.
Ieri mattina ho fatto votare una signora col sondino naso-gastrico e i segni evidenti della chemio. Mi ha detto: "ho votato perchè mio padre diceva che votare è un dovere". L'unica cosa decente e commovente di queste giornate meste. Stanotte ho sognato di essere la padrona di casa in una villa con ben due jacuzzi gigantesche, pronte per lo svolgersi di un party. Solo che io ne usavo una per metterci a bagno una quantità industriale di biancheria da lavare. Vorrà dire qualcosa, temo.
postato da regi | 13:35 | commenti (4)


martedì, 01 aprile 2008
 

Parigi ha un odore dolciastro, di uova, di zucchero e formaggio. Dalle boulangeries escono zaffate che tramortiscono e  fanno passare la fame. Piove sempre in questa città, piove acqua gelida e il vento rovescia l'ombrello. Una graziosa signora in una boutique mi propone di acquistare un parapioggia antivento molto, molto coquette, per la modica cifra di trecentocinquanta euro. Ho sorriso, rimandando a un'altra vita. La sabbia delle Tuilieries, quella del Luxembourg imbrattano gli stivali rossi, povere vittime del maltempo.  Si va e si viene percorrendo in lungo e in largo una città che sembra esibita, squadernata, a tua disposizione, ma che quando ti avvicini si ritrae. Parigi si mimetizza anche nell'arredo urbano, le fermate liberty del metro, i semafori mignon  vanno indovinati a distanza, nella pioggia. Tutto per dimostrare che l'ottocento, il novecento non sono passati, ma la folla e le merci onnipresenti nei bei negozi dicono il contrario, la grandeur è  passata, oggi ci siamo noi, con i nostri interrogativi, e poche, pochissime risposte.

 

postato da regi | 12:19 | commenti